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Origine
Significato

Definire il postmoderno

Il termine “postmoderno”, indipendentemente dalle variegate reazioni che esso può ancora oggi suscitare (alcune delle quali di netta contestazione), si è ormai affermato nell’uso ed ha aperto una discussione inarrestabile. Esso si applica a svariati campi culturali, che vanno dalla letteratura all’architettura e all’arte in genere, dalla sociologia alla filosofia e alla teologia, dall’economia alla giurisprudenza, dalla pedagogia alla psicologia e alla psichiatria. La varietà di tali ambiti di applicazione comporta inevitabilmente la difficoltà di elaborazione di un concetto unitario del postmoderno.

W. Welsch, autore di un fortunato testo intitolato Unsere postmoderne Moderne [La nostra modernità postmoderna, 1990] ha evidenziato almeno tre criteri di inquadramento del postmoderno:

uno rassegnato-catastrofico: parte dalla perdita di fiducia nel progresso come parola d’ordine della modernità;

uno pluralistico-radicale: è quello che valorizza la «liberazione lungamente attesa del molteplice»

uno qualunquista-eclettico: farebbe valere l’anything goes, nella previsione però che «presto nulla andrà più».

Come si può facilmente intuire, tali criteri ci introducono già all’interno del postmoderno stesso, nel senso che esplicitano alcune delle sue “anime”, di cui ci si occuperà in seguito nel campo strettamente filosofico, mentre qui noi vorremmo sottolineare alcune difficoltà di inquadramento e di definizione ancor più elementari e basilari.