IL TRICOLORE

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150 anni di storia. 150 anni di conquiste. 150 anni di speranze. 150 anni di Italia.

 Il 2011 è un traguardo importante  e certamente non si può considerare una  ricorrenza qualsiasi. La sua celebrazione consente a noi italiani di riscoprire quell’identità nazionale che spesso ci sfugge e ci permette di riflettere, attraverso il nostro passato, sul nostro presente e sul nostro futuro. E’ un momento, dunque,  in cui possiamo guardarci allo specchio e dare un senso ad una nazione come la nostra, troppe volte oggetto di denigrazioni e critiche.

Il Tricolore è un giornale realizzato da due classi del Liceo “Melchiorre Gioia” di Piacenza (la mia classe, 5°classico A, e la cl. 5° scientifico B) all’interno di un laboratorio storico fondato su questi presupposti. Attraverso una lunga serie di ricerche abbiamo costruito un ipotetico quotidiano dell’epoca, immaginato pubblicato a Milano il giorno seguente la proclamazione dell’Unità nazionale, il 18 marzo 1861, che riportasse ovviamente come “fatto del giorno” la notizia dell’avvenuta Unità d’Italia. Per attualizzare e rendere più efficace l’impatto del giornale sui lettori abbiamo scelto di dargli la veste grafica e l’impaginazione di un giornale contemporaneo, La Repubblica, riempiendolo, quindi, non solo di articoli di politica estera o interna ma anche di notizie relative a economia, cultura, spettacolo, moda, sport e cronaca, completando il tutto anche con inserti pubblicitari creati da noi. Il criterio giornalistico che abbiamo adottato nell’intero lavoro è stato quello della “verosimiglianza” storica, ovvero abbiamo cercato di ricostruire e di calarci nell’atmosfera socio-politica e culturale dell’epoca, di essere il più possibile fedeli (anche nell’invenzione!) ai reali soggetti, eventi, atteggiamenti e ideali degli uomini e delle donne di quel tempo.

La realizzazione del giornale, costata più di tre mesi, ci ha portato molte soddisfazioni. E’ stato, infatti, apprezzato da personalità di spicco del mondo della cultura  e non solo, come Umberto Eco, Ezio Mauro, Claudio Magris, giusto per citarne alcuni.  Tuttavia la più grande soddisfazione che abbiamo provato riguarda un altro aspetto della nostra iniziativa, in quanto il ricavato ottenuto dalla distribuzione del giornale nella nostra città e a Milano ci ha consentito di acquistare e di donare,  consegnandoli in un toccante incontro, computer, stampanti e proiettori ad una scuola dell’Aquila, colpita fortemente due anni fa dal terremoto. Vedere la città distrutta e ascoltare tante storie è stata per noi un’esperienza significativa ed emotivamente forte, ma anche intimamente necessaria perché questo vuol dire unità, questo vuol dire nazione, questo vuol dire Italia.

Andrea G. Borrelli

(cl.5 cl.A, a.s. 2010-2011)

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